Società Mutuo Soccorso Porta Palio

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Un nuovo testo racconta i forti di Verona

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«Un parco da vivere», terza serie dedicata al campo trincerato

È l´immagine del maggiore generale Franz Von Scholl, il geniale architetto militare dell´800 che operò sulla cinta magistrale della città, a introdurre la lettura del terzo volume della collana «Un parco da vivere», realizzato dalla Società Mutuo Soccorso Porta Palio, dal titolo «Il campo trincerato di Verona», dedicato ai forti intorno a Verona.
Il testo è stato presentato in sala Giavoni di Porta Palio dal presidente della Società Mutuo Soccorso, Carlo Furlan, con la coordinatrice del Progetto Serena Festini, l´architetto Lino Vittorio Bozzetto esperto di architettura militare storica, Elisabetta Bonagiunti, consigliere del Centro Servizi per il volontariato che ha contribuito alla realizzazione del libro come per i due precedenti, la Guida al parco delle mura di Verona e i Sotterranei della cinta magistrale di Verona, Maurizio D´Alessandro in rappresentanza degli Scout Agesci Verona 10, e con i rappresentanti delle associazioni che si occupano di parti della cinta magistrale rendendone fruibile al visita, come il Comitato per il verde, Legambiente, il Comitato dei fossi di Montorio, l´associazione Santa Lucia.
«Lo scopo di questa collana è fare in modo che questo immenso patrimonio, che ha meritato l´attenzione dell´Unesco, non vada dimenticato», ha spiegato il presidente Furlan. «Nel testo si ricordano anche i forti che sono andati demoliti, o per eventi bellici o travolti dall´incuria. Perchè il primo passo verso la distruzione di una testimonianza storica è proprio l´abbandono, quello che fa preferire una comoda demolizione, magari per realizzare un parcheggio, di un monumento storico anzichè il suo recupero e la sua rivitalizzazione grazie all´opera insostituibile del volontariato».
L´architetto Bozzetto ha ricordato che buona parte delle mura magistrali sono dovute al genio costruttivo di Michele Sanmicheli, sul cui solco si è innestata poi l´opera di Von Scholl, tre secoli dopo. «Verona sembra aver dimenticato questo grande costruttore, così come non ci sono celebrazioni per Carlo Pellegrini, che nel XVIII secolo fu direttore generale delle fortificazioni austriache, e per altri architetti austriaci che lavorarono a Verona lasciando tracce imponenti anche nei forti».
Il campo trincerato prevedeva una serie di forti anord, sulle colline, le cosiddette torri massimiliane, una sistema sulla destra Adige da Chievo a Santa Caterina, e una linea più avanzata sulla destra d´Adige, tre grandi sistemi monumentali che, in parte, si mimetizzavano con il territorio. Da Forte Sofia, del 1838, a forte San Leonardo, a quelli della Biondella, San Mattia, San Procolo, passando per Avesa, Lugagnano, Chievo, Dossobuono e così via si incontrano luoghi inusuali al grande pubblico, testimoni di vicende belliche antiche e recenti, come la fucilazione di un carabiniere partigiano nel 1944, raccontata dalla figlia, Flora Vivaldi, socia di Porta Palio.

Elena Cardinali

L'Arena -  23 Febbraio 2013 - Cronaca - pag. n. 15

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Settembre 2013 12:23  

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