Società Mutuo Soccorso Porta Palio

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«Basta degrado, arte e monumenti vanno protetti dalle brutture»

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La parola degrado può significare molte cose e intendere altrettanti ambiti. Per chi di professione si occupa di architettura, pianificazione dell'arredo urbano, paesaggistica, il degrado è dato da tutto ciò che confonde le linee originarie di una piazza o una strada, blocca la prospettiva visiva, confonde gli equilibri di pieno e vuoto, alla base dell'originaria progettazione. E cioè, tradotto in concreto entro le Mura, fonte di degrado sono i tavoli e le sedie davanti alla chiesa di Sant'Anastasia, le auto sul suo sagrato, i tendoni o i grandi stand in Bra, la confusione sopra i banchi di piazza Erbe, la vernice delle striscie degli stalli giallo-blu su un tipo di pavimentazione antico millenni.
Nella diatriba tra amministrazione e Soprintendenza sull'utilizzo delle piazze maggiori del centro e dei plateatici su alcune vie, intervengono gli architetti. E le loro opinioni, pur con punti di vista differenti, concordano con la Soprintendenza circa la necessità di un regolamento condiviso per l'utilizzo commerciale - e non - di piazze e scorci storici.
«Un regolamento è non solo necessario: è urgente. L'Ordine degli architetti è a disposizione dell'amministrazione per uno studio competente sulle linee guida che dovrebbe contenere», dice Arnaldo Toffali, presidente dell'Ordine degli architetti di Verona. 
«Proporre un aereo in piazza Bra come trovata pubblicitaria, un plateatico a due passi da una delle cinque chiese più belle: idee che non dovrebbero neanche venire in mente. Non dovrebbe servire la Soprintendenza per farci aprire gli occhi sull'inadeguatezza di soluzioni simili», interviene l'architetto Giorgio Forti.
«Dovrebbe essere prima di tutto una questione di buon senso e buon gusto. Dove, però, questi non arrivano allora è necessario un regolamento condiviso che detti i paletti entro cui potersi muovere per arginare le storture che troppe volte abbiamo visto», ribadisce Franco Olivieri, architetto e presidente della Società mutuo soccorso di Porta Palio.
Gli addetti ai lavori, poi, concordano sul fatto che per iniziative, feste e sagre sarebbero da utilizzare altre piazze a ridosso del centro, lasciando in pace i siti storici e monumentali più famosi, cioè piazza Bra, piazza Erbe e piazza dei Signori. «Questi scorci sono ciò che di meglio abbiamo da mostrare e sono attrattivi di per sè, non hanno bisogno di occasioni particolari per essere visitati e vengono continuamente deturpati: basti pensare alla pista da ghiaccio in Bra quando sede naturale potrebbe essere la vasca dell'Arsenale», propone Olivieri.
Le vie storiche più famose non devono avere plateatici e neppure stalli auto. «Dal sagrato di Sant'Anastasia a molti altri casi analoghi, come via Pellicciai o via Ponte Pietra, sono le auto a degradare - quando non a danneggiare - siti splendidi», aggiunge Toffali.
«È una questione culturale. Sono felice di sentire che, in tema di riforme della scuola, si torna a parlare di musica e storia dell'arte oltre che di informatica. Chissà che i nostri ragazzi non tornino ad apprezzare e riconoscere il patrimonio artistico e monumentale che hanno sotto gli occhi ogni giorno e che deve essere tutelato e protetto dalle brutture. Quale futuro può esserci se non siamo nemmeno in grado di "vendere" ciò che rappresenta il nostro petrolio?», chiude Forti. 

Ilaria Noro
Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Ottobre 2015 15:09  

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