«Un futuro per la Domus Mercatorum»

Mercoledì 09 Luglio 2014 00:00 L'Arena
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S'infiamma il dibattito sull'ipotesi di vendita della Domus Mercatorum, la storica Casa dei mercanti in piazza Erbe, di proprietà della Camera di Commercio, da molti anni inutilizzata a parte il pianterreno che ospita un'agenzia del Banco Popolare. Per il recupero del sito scaligero, l'ente camerale aveva a suo tempo elaborato un progetto, del valore di sei milioni, che però non è mai decollato. Ieri, dalla Soprintendenza, è giunta una nota in cui si dice che «non ci sono ostacoli burocratici». Resta da capire, e la questione è fondamentale, se il progetto in questione sia adeguato o meno alle esigenze conservative dello storico edificio, e se sia questa inadeguatezza a «congelare» la realizzazione dell'intervento.
Secondo l'architetto Giorgio Forti, esperto di piazza Erbe, «la Domus Mercatorum è uno dei simboli di Verona, voluto a suo tempo dai commercianti per dare un punto di riferimento in città alle loro attività. Dal punto di vista architettonico è un momumento di grande valore documentario, da conservare. Il problema è come si vorrà farlo. Sulla questione è evidente che si dovrà aprire un articolato ragionamento, un dibattito. Ma che sia un edificio da far tornare a vivere è indubbio. Questa città ha bisogno di cultura e la Domus Mercatorum è un esempio di un patrimonio culturale da restituire alla città. Certo, qualsiasi intervento sulla Domus dovrà rispettare la sua storia. In città di interventi del genere ne sono stati fatti molti: Castelvecchio e, in epoca più recente, Palazzo della Ragione».
Anche per l'architetto Franco Olivieri, presidente della Società Mutuo Soccorso Porta Palio, che ha sede dentro la storica porta sanmicheliana, «l'utilizzo di un bene storico-monumentale non può prescindere dal rispetto del suo valore e dalla possibilità di continuare ad essere "letto" anche dopo il restauro. La Domus Mercatorum è un sito di grandissimo valore storico e artistico e credo che qualsiasi progetto di recupero debba obbligatoriamente rispettare questo vincolo tassativo. Inoltre bisogna capire quale uso s'intende farne. Anche qui mi pare evidente che un luogo come la Domus Mercatorum possa essere utilizzato soprattutto per scopi culturali o di rappresentanza o, comunque, che non ne mettano a repentaglio l'integrità e il valore storico-architettonico. Un dibattito molto stimolante».E.CARD.